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Scriviamo ai Senatori in vista della discussione del ddl Cirinnà il 26 gennaio

Riportiamo di seguito l’elenco degli indirizzi dei senatori, ai quali scrivere una mail per sollecitarli riguardo al ddl Cirinnà che andrà in discussione al Senato il 26 gennaio.
  1. Alcuni consigli prima di procedere con l’invio email:
    1. Attenzione al numero massimo di mail giornaliere. (esempio: per Gmail questo numero dovrebbe essere 500, ma alcune verifiche hanno mostrato il limite di 250).
    2. Attenzione al numero massimo di destinatari per singola email ( solitamente non dovrebbe essere superiore a 20 )
    3. Quando iniziate a notare che alcune email iniziano a tornare indietro conviene fermarsi e rimandare l’invio delle email a qualche ora.
  2. A seguire troverete alcuni esempi di testi che potete inviare (ovviamente l’email è personale ed ognuno può personalizzarla come meglio ritiene).
  3. Sempre a seguire troverete gli indirizzi email dei senatori suddivisi per gruppi e partiti ( da copiare ed incollare in CCN  )
    1. Gli indirizzi sono stati estratti dalle pagine internet ufficiali del Senato
    2. Non tutti i senatori hanno reso disponibile un indirizzo nella loro pagina, quindi nell’elenco mancano alcuni senatori.
    3. Tra i Senatori i cui riferimenti non riportano ad indirizzi validi ci sono i seguenti:
Fausto Longo (Italiani all’estero) che ha la pagina facebook: www.facebook.com/faustolongo.it
Maurizio Migliavacca che ha indicato: mauriziomigliavacca.hotmail.comm00
Gianluca Susta, che ha indicato: www.gianlucasusta.it


Un grazie sincero va a:
Community La Croce per aver fatto l'enorme lavoro di raccolta email.
• Città e Famiglia per aver condiviso e consigliato i testi delle email e per aver arricchito l'elenco delle email in nostro precedente possesso. Speriamo un domani di poter ancora collaborare ancora in futuro!

Continuiamo a fare rete!!!



(ULTIMO AGGIORNAMENTO) ATTENZIONE:
di recente alcuni "cattolici del PD" hanno proposto la sostituzione della stepchild adoption con "l'affido forzato". Anche questa soluzione ha dei nodi scoperti e in parte rimanderebbe gli stessi problemi sollevati con la stepchild. In questo articolo de La Croce del 14 Ottobre, Davide Vairani, ci aveva spiegato bene questo passaggio. Riproponiamo l'articolo in fondo alla presente email.
• Clicca qui per leggere l'articolo


 

Proponiamo qui di seguito due possibili testi per la mail, che non sarebbe male modificare per personalizzare la lettera:

 
Oggetto della mail: Invito a riflettere sull’importanza del voto sul ddl sulle unioni civili dal 26 gennaio
 

Versione 1
Egregio Senatore,
Ci sono momenti nella vita in cui si può essere chiamati ad assumere scelte che coinvolgeranno nel bene o nel male le generazioni future o i propri figli, scelte dalle quali difficilmente si potrà tornare indietro: tali decisioni non possono essere prese per rispettare ordini di partito, ma facendo esclusivo riferimento alla propria coscienza: solo questa infatti ci accompagna per tutta la vita.
A partire dal 26 gennaio p.v. Lei sarà chiamato a esprimere un giudizio, e quindi un voto, sul Disegno di Legge sulle Unioni Civili anche tra persone dello stesso sesso e quindi a legittimare o meno l’abominevole pratica dell’utero in affitto, che inevitabilmente sarebbe introdotta attraverso la cosiddetta “stepchild adoption”. E anche nell’ipotesi che la “stepchild adoption” dovesse essere ipocritamente stralciata dal ddl, Lei sa bene che una volta approvata una legge sulle unioni civili, in base al principio di non discriminazione, l’Europa imporrebbe la loro equiparazione a tutti gli effetti al matrimonio naturale tra uomo e donna, con tutte le implicazioni del caso, possibilità di adozione compresa.
Gli articoli 29 e seguenti della Costituzione Italiana riconoscono e definiscono la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, luogo naturale dell’incontro tra un uomo e una donna, ai quali attribuiscel’esclusiva responsabilità nell’educazione dei loro figli, per costruire il bene comune della società italiana attuale e futura.
Come Lei sicuramente saprà, l’ordinamento vigente già riconosce i diritti delle persone conviventi, sia eterosessuali sia omosessuali, pertanto non è necessaria alcun’altra normativa a riguardo.
Votare a favore di questa legge significa infatti violare la Costituzione nei confronti della quale Lei, quale Senatore della Repubblica, ha sottoscritto un formale patto di fedeltà da onorare e testimoniare concretamente.
Votare per questa legge significa disconoscere il diritto della famiglia naturale ad essere l’istituzione fondamentale e unica della società, perché ridotta a mero vincolo affettivo al pari di altre unioni, in contrapposizione col dettato costituzionale che le riconosce invece l’esclusiva funzione di cellula base della società.
Votare a favore di questa legge significa negare ai bambini il diritto di avere un papà o una mamma, di fatto discriminandoli e togliendo loro la possibilità di scelta.
Votare a favore di questa legge significa di fatto consentire e legalizzare la pratica dell’utero in affitto nei paesi stranieri che la ammettono, inevitabile conseguenza della “stepchild adoption”.
Votare a favore di questa legge significa privare di tutela e protezione “la maternità, l’infanzia e la gioventù”, in contrasto con l’art. 31 della Costituzione.
Votare questa legge significa agevolare un oscuro disegno di distruzione dei rapporti familiari per isolare e manipolare le persone, disegno sostenuto da lobby politiche, finanziarie e culturali per togliere dignità e autonomia alle persone e ai popoli.
Lei dovrà assumersi in prima persona, nei confronti di ogni cittadino, la responsabilità delle conseguenze di questa legge. Lei non potrà mai dire “non potevo sapere”. Lei, da quale parte vuole stare?
La invito pertanto a riflettere seriamente sulla reale necessità di approvare una Legge “per pochi” che segnerebbe una profonda ferita nella nostra società e che cancellerebbe i valori naturali, culturali e religiosi sui quali si è fondata e si fonda la nostra Nazione, che Lei ha l’onore e l’onere di rappresentare come Senatore.

Cordiali saluti
 
Firma

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Versione 2
Egregio Senatore,
A partire dal 26 gennaio p.v. Lei sarà chiamato a esprimere un voto sul Disegno di Legge sulle Unioni Civili anche tra persone dello stesso sesso e quindi a legittimare o meno l’abominevole pratica dell’utero in affitto, che inevitabilmente sarebbe introdotta attraverso la cosiddetta “stepchild adoption”.
Gli articoli 29 e seguenti della Costituzione Italiana riconoscono e definiscono la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, luogo naturale dell’incontro tra un uomo e una donna, ai quali attribuiscel’esclusiva responsabilità nell’educazione dei loro figli, per costruire il bene comune della società italiana attuale e futura.
Come Lei sicuramente saprà, l’ordinamento vigente già riconosce i diritti delle persone conviventi, sia eterosessuali sia omosessuali, pertanto non è necessaria alcun’altra normativa a riguardo.
Votare a favore di questa legge significa negare ai bambini il diritto di avere un papà o una mammalegalizzare la pratica dell’utero in affitto, nonché privare di tutela e protezione “la maternità, l’infanzia e la gioventù”, in contrasto con l’art. 31 della Costituzione.
Votare a favore di questa legge significa perciò violare la Costituzione nei confronti della quale Lei, quale Senatore della Repubblica, ha sottoscritto un formale patto di fedeltà da onorare e testimoniare concretamente.
La invito pertanto a riflettere seriamente sulla reale necessità di approvare una Legge “per pochi” che segnerebbe una profonda ferita nella nostra società e che cancellerebbe i valori naturali, culturali e religiosi sui quali si è fondata e si fonda la nostra Nazione, che Lei ha l’onore e l’onere di rappresentare come Senatore.

Cordiali saluti

Firma

 

A seguire gli indirizzi mail, suddivisi per gruppi e partiti con meno di 20 senatori da copiare e incollare direttamente sul campo CCN della mail.

 
ALLEANZA LIBERAL POPOLARE:

antoniofabio.scavone@senato.it, ciro.falanga@senato.it, eva.longo@senato.it, francescomaria.amoruso@senato.it, giuseppe.compagnone@senato.it, giuseppe.ruvolo@senato.it, lucio.barani@senato.it, pietro.iurlaro@senato.it, pietro.langella@senato.it, riccardo.conti@senato.it, riccardo.mazzoni@senato.it, sandro.bondi@senato.it, verdini@forzaitalia.it, vincenzo.danna@senato.it
AUTONOMIE:

albert.laniece@senato.it, andrea.olivero@senato.it, carlo.rubbia@cern.ch, claudio.zin@senato.it, delia.salmieri@cern.ch, elena.cattaneo@senato.it, enrico.buemi@senato.it, francesco.palermo@senato.it, franco.panizza@senato.it, giorgio.napolitano@senato.it, giovanna.giusto@senato.it, hans.berger@senato.it, karl.zeller@senato.it, lorenzo.battista@senato.it, lucio.romano@senato.it, luisalberto.orellana@senato.it, mariapaola.merloni@senato.it, riccardo.nencini@senato.it, vittorio.fravezzi@senato.it
CONSERVATORI E RIFORMISTI:

anna.bonfrisco@senato.it, luciorosario.tarquinio@senato.it, francesco.bruni@senato.it, segreteria.ldambrosio@gmail.com, salvatoretito.dimaggio@senato.it, pietro.liuzzi@senato.it, antonio.milo@senato.it, lionellomarco.pagnoncelli@senato.it, luigi.perrone@senato.it, vittorio.zizza@senato.it
FORZA ITALIA – PDL ( da A a G ):

alfredo.messina@senato.it, altero.matteoli@senato.it, annamaria.bernini@senato.it, augusto.minzolini@senato.it, bartolomeo.amidei@senato.it, bruno.alicata@senato.it, cosimo.sibilia@senato.it, domenico.desiano@senato.it, domenico.scilipoti@senato.it, emilio.floris@senato.it, francesco.scoma@senato.it, francescomaria.giro@senato.it, franco.carraro@senato.it, francocardiello@gmail.com, gasparri@tin.it, giancarlo.serafini@senato.it, giovanni.piccoli@senato.it
FORZA ITALIA – PDL ( da F a Z ):

lucio.malan@senato.it, marco.marin@senato.it, maria.rizzotti@senato.it, michele.boccardi@hotmail.it, niccolo.ghedini@senato.it, nitto.palma@senato.it, paola.pelino@senato.it, paolo.galimberti@senato.it, paolo.romani@senato.it, remigio.ceroni@senato.it, s.sciascia@consulentidellavoropec.it, segreteriadali@gmail.com, senatore.amandelli@gmail.com, stefano.bertacco@senato.it, vincenzo.fasano@senato.it
AUTONOMIE:

angela.donghia@senato.it, antoniostefano.caridi@senato.it, bartolomeo.pepe@senato.it, carloamedeo.giovanardi@senato.it, gaetano.quagliariello@senato.it, giovanni.mauro@senato.it, giulio.tremonti@senato.it, luigi.compagna@senato.it, mario.ferrara@senato.it, mario.mauro@senato.it, michelino.davico@senato.it, monica.casaletto@gmail.com, paola.depin@senato.it, paolo.naccarato@senato.it
GRUPPO MISTO ( da A a F ):

adele.gambaro@senato.it, alessandra.bencini@senato.it, alessia.petraglia@senato.it, benedetto.dellavedova@senato.it, corradino.mineo@senato.it, cristina.depietro@senato.it, dario.stefano@senato.it, emanuela.munerato@senato.it, fabrizio.bocchino@senato.it, francesco.campanella@senato.it, francesco.molinari@senato.it
GRUPPO MISTO ( da G a Z ):

giuseppe.decristofaro@senato.it, giuseppe.vacciano@senato.it, ivana.simeoni@senato.it, laura.bignami@senato.it, loredana.depetris@senato.it, luciano.uras@senato.it, maria.mussini@senato.it, marinogermano.mastrangeli@senato.it, massimo.cervellini@senato.it, maurizio.romani@senato.it, maurizio.rossi@senato.it, patrizia.bisinella@senato.it, raffaela.bellot@senato.it, salvatore.margiotta@senato.it
LEGA NORD:

gianmarco.centinaio@senato.it stefano.candiani@senato.it, erika.stefani@senato.it paolo.arrigoni@senato.it roberto.calderoli@senato.it silvanaandreina.comaroli@senato.it giuliana@stconsiglio.com jonny.crosio@senato.it sergio.divina@senato.it giacomo.stucchi@senato.it, paolo.tosato@senato.it raffaele.volpi@senato.it
MOVIMENTO CINQUE STELLE ( da A a L ):

alberto.airola@senato.it, alfonso.ciampolillo@senato.it, andrea.cioffi@senato.it, barbara.lezzi@senato.it, bruno.marton@senato.it, cappelletti.senato@gmail.com, carlo.martelli@senato.it, daniela.donno@senato.it, elena.fattori@senato.it, elisa.bulgarelli@senato.it, gianluca.castaldi@senato.it, giannipietro.girotto@senato.it, giovanna.mangili@senato.it, giovanni.endrizzi@senato.it, laura.bottici@senato.it, luigi.gaetti@senato.it
MOVIMENTO CINQUE STELLE ( da M a Z ):

manuela.serra@senato.it marco.scibona@senato.it, mariomichele.giarrusso@senato.it maurizio.buccarella@senato.it michela.montevecchi@senato.it, nicola.morra.63@facebook.com nunzia.catalfo@senato.it ornella.bertorotta@senato.it paola.nugnes@senato.it, paola.taverna@senato.it roberto.cotti@senato.it rosettaenza.blundo@senato.it sara.paglini@senato.it serenella.fucksia@senato.it sergio.puglia@senato.it stefano.lucidi@senato.it vilma.moronese@senato.it vincenzo.santangelo@senato.it vitoclaudio.crimi@senato.it, vitorosario.petrocelli@senato.it
NCD UDC ( da A a G ):

aldo.dibiagio@senato.it, antonio.azzollini@senato.it, antonio.depoli@senato.it, antonio.gentile@senato.it, bruno.mancuso@senato.it, fabiola.anitori@senato.it, federica.chiavaroli@senato.it, franco.conte@senato.it, gabriele.albertini@senato.it, giovanniemanuele.bilardi@senato.it, giuseppe.esposito@senato.it, giuseppe.pagano@senato.it, giuseppefrancesco.marinello@senato.it, guido.viceconte@senato.it
NCD UDC ( da H a Z ):

laura.bianconi@senato.it, luigi.marino@senato.it, marcello.gualdani@senato.it, mario.dallator@senato.it, massimo.cassano@senato.it, paolo.bonaiuti@senato.it, pierferdinando.casini@senato.it, renato.schifani@senato.it, roberto.formigoni@senato.it, salvatore.torrisi@senato.it, simona.vicari@senato.it, ulisse.digiacomo@virgilio.it, vincenzomario.dascola@senato.it
PARTITO DEMOCRATIVO ( da A a C ):

alessandro.maran@senato.it, amedeo.bianco@senato.it, andrea.marcucci@senato.it, anna.finocchiaro@senato.it, annalisa.silvestro@senato.it, annamaria.parente@senato.it, bruno.astorre@senato.it, camilla.fabbri@senato.it, carlo.lucherini@senato.it, claudio.broglia@senato.it, claudio.martini@senato.it, claudio.micheloni@senato.it, claudio.moscardelli@senato.it
PARTITO DEMOCRATIVO ( da D a F ):

daniela.valentini@senato.it, danielegaetano.borioli@senato.it, domenico.minniti@senato.it, donatella.albano@senato.it, donella.mattesini@senato.it, donella.mattesini@senato.it, doris.lomoro@senato.it, elena.ferrara@senato.it, elena.fissore@senato.it, emiliagrazia.debiasi@senato.it, emma.fattorini@senato.it, erica.dadda@senato.it, federico.fornaro@senato.it, filippo.bubbico@senato.it, francesca.puglisi@senato.it, francesco.giacobbe@senato.it, francesco.russo@senato.it, francesco.scalia@senato.it, francesco.verducci@senato.it, franco.mirabelli@senato.it
PARTITO DEMOCRATIVO ( da G a J ):

giancarlo.sangalli@senato.it, gianluca.rossi@senato.it, gianpiero.dallazuanna@senato.it, giorgio.pagliari@senato.it, giorgio.santini@senato.it, giorgio.tonini@senato.it, giuseppe.lumia@senato.it, giuseppeluigi.cucca@senato.it, giuseppina.maturani@senato.it, ichino@pietroichino.it, ignangioni@tiscali.it, info@salvatoretomaselli.it, josefa.idem@senato.it
PARTITO DEMOCRATIVO ( L ):

laura.cantini@senato.it, laura.fasiolo@senato.it, laura.puppato@senato.it, leana.pignedoli@senato.it, linda.lanzillotta@senato.it, lodovico.sonego@senato.it, luciano.pizzetti@senato.it, lucrezia.ricchiuti@senato.it, luigi.manconi@gmail.com, luigi.zanda@senato.it
PARTITO DEMOCRATIVO ( M ):

magda.zanoni@senato.it, manuela.granaiola@senato.it, mara.valdinosi@senato.it, marco.filippi@senato.it, maria.spilabotte@senato.it, mariacecilia.guerra@senato.it, mariagrazia.gatti@senato.it, mariateresa.bertuzzi@senato.it, mario.morgoni@senato.it, mario.tronti@senato.it, massimo.caleo@senato.it, massimo.mucchetti@senato.it, mauriziomigliavacca@hotmail.com00, mauro.delbarba@senato.it, miguelgotorpd@gmail.com, monica.cirinna@senato.it
PARTITO DEMOCRATIVO ( da N a R ):

nadia.ginetti@senato.it, nerina.dirindin@senato.it, nicola.latorre@senato.it, nicoletta.favero@senato.it, pamelagiacoma.orru@senato.it, paolo.corsini@senato.it, paolo.guerrieri@senato.it, pasquale.sollo@senato.it, patrizia.manassero@senato.it, pietro.grasso@senato.it, raffaele.ranucci@senato.it, renato.turano@senato.it, roberta.pinotti.senato@gmail.com, roberto.cociancich@senato.it, roberto.ruta@senato.it, rosamaria.digiorgi@senato.it, rosanna.filippin@senato.it, rosaria.capacchione@senato.it
PARTITO DEMOCRATIVO ( da S a Z ):

segreteria.saggese@senato.it, sergio.logiudice@senato.it, sergio.zavoli@senato.it, silvana.amati@senato.it, silviolai@gmail.com, stefania.giannini@senato.it, stefania.pezzopane@senato.it, stefano.collina@senato.it, stefano.esposito@senato.it, stefano.lepri@senato.it, stefano.vaccari@senato.it, ugo.sposetti@senato.it, valeria.cardinali@senato.it, valeria.fedeli@senato.it, vanninochiti@vanninochiti.it, venera.padua@senato.it, vincenzo.cuomo@senato.it, vito.vattuone@senato.it, walter.tocci@senato.it
 
fonte: La Croce quotidiano - Mercoledì 14 Ottobre 2015

Cirinnà bis in aula: pura propaganda


Renzi l’ha pubblicamente auspicato ma ha glissato sull’ormai infuocato articolo 5 del disegno di legge: la “stepchild adoption” divide, dice il premier (smentendo l’ex relatrice del testo), quindi ciascuno giudichi secondo coscienza. Al contempo L’Unità rivendica (senza nominarlo) l’utero in affitto come il cuore della legge. E si profilano papocchi giuridici cui solo la serietà potrà far fronte

"Le unioni civili sono un argomento che divide profondamente - ha dichiarato ieri il premier Renzi in un'intervista a Rtl 102.5- tant'è che siamo l'unico Paese in Europa senza una legge. La posizione del Pd è iniziare a discutere di questa legge in Aula, dandoci tempi per arrivare alla conclusione in Senato. Spero che l'incardinamento avverrà già nelle prossime ore. Che la legge si debba fare e non si possa rimandare lo pensano tutti, sulla stepchild adoption, cioè la possibilità di adottare il figlio del partner, non puoi dire o così o pomì. Non ci sarà una posizione del governo su una questione che riguarda la libertà di coscienza.  Sul 95% della legge c'è accordo. Spero che si possa discutere delle unioni civili senza toni di furore ideologico ma cercando di trovare un punto di sintesi. L'importante è che la legge si faccia. Credo che, nonostante le differenze, ci sia spazio per trovare un punto di intesa. Il ddl sulle unioni civili in aula subito dopo le riforme”.
Detto fatto: la proposta di calendarizzazione del capogruppo al Senato del Pd, Luigi Zanda, è stata approvata all’unanimità dai senatori del Pd che fanno parte dell’ufficio di presidenza, anche dagli esponenti cattolici del partito.
 
Lasciamo perdere lo schiaffo alle regole della democrazia parlamentare che prevedono una conclusione dei lavori di discussione in Commissione, lasciamo perdere le dichiarazioni più o meno tattiche di esponenti politici di maggioranza pronti ad incatenarsi al Senato pur di non fare passare le unioni civili, lasciamo per un attimo perdere tutto questo e molto altro.
 
C’è un punto di fondo in questa triste e penosa vicenda sulle unioni civili all’italiana: il significato vero delle parole che si usano.
Da qualche giorno qualcuno dei suoi ha suggerito a Renzi di usare le due paroline magiche nelle sue esternazioni pubbliche: stepchild adoption. Ma non si pensi che il suggerimento sia legato ad un sussulto di onestà intellettuale e di amore per la verità delle parole. Tutt’altro. Lo dimostra il fatto che se i termini venissero adoperati con il loro vero significato, Renzi non si metterebbe mai in bocca quei due termini angolofoni per sostenere con sicumera convinzione che sul 95% del testo sulle unioni civili tutta la maggioranza è d’accordo.
La stepchil adoption è il cuore e il fine stesso di tutti i rifacimenti dell’originario testo Cirinnà. Lo abbiamo scritto e detto in ogni numero de “La Croce”, lo abbiamo gridato il 20 Giugno a Roma con un milione di persone.
Non è bastato. Non è ancora sufficiente.
Lo vogliamo spiegare e gridare ancora una volta ad ogni singolo parlamentare che siede sui banchi del Senato. A partire dai “cattolici” del Partito Democratico.
“Regolamentare i diritti delle coppie di fatto è un patrimonio comune per tutto il parlamento. Il braccio di ferro sui tempi è irrilevante rispetto al merito” ha dichiarato il cattolico del Pd Beppe Fioroni, che tuttavia ha aggiunto: “Il nodo del matrimonio gay e delle adozioni va chiarito senza sotterfugi o scorciatoie per garantire i diritti di quelli più deboli e che non hanno voce: i figli”. Un altro cattolico del Partito Democratico, Stefano Lepri, ha sottolineato che il Pd darà libertà di coscienza ai parlamentari per il voto in particolare sul tema dell’adozioni dei bambini da parte delle coppie gay, che nella nuova versione del ddl Cirinnà rimane confinato ai cosiddetti “stepchild”, cioè i figli del compagno/a nati da precedenti unioni.
Renzi sa perfettamente che sono proprio i “cattolici” del suo partito quelli meno esperti e intende giocare tutta la sua strategia mediatica sul minimizzare la portata della stepchild adoption: lo ha già fatto nelle ultime tre interviste di questi giorni. Prima non aveva mai usato questi termini: ma adesso la musica cambia, perché “l’importante è che la legge si faccia”. Renzi non può sforare dai suoi timing: Renzi è il riformista che deve mostrare alla vecchia sinistra che lui è l’unico che può fare “cose di sinistra” e al tempo stesso che deve mostrare alla destra sociale e liberale che solo lui e soltanto lui può realizzare quel “sogno di un’Italia autenticamente liberale” che segnò la discesa in campo di Berlusconi nel 1994. Questo è il messaggio che tenta ogni giorno di vendere agli italiani. E ai suoi parlamentari.
La stepchild adoption non è quello che Renzi dice di essere, “cioè la possibilità di adottare il figlio del partner”. No. E’ un’altra cosa: l'adozione da parte del partner gay del figlio naturale di uno dei due componenti la coppia, che non è altro che il via libera all'utero in affitto. E’ il passpartout per legittimare la pratica di utero in affitto svolta all'estero a suon di decine di migliaia di dollari per umiliare una donna e comprarsi un bambino, andando a dichiarare il falso all'anagrafe e cioè che quel bambino aveva due papà e nessuna mamma.
E lo sanno perfettamente i politici della sinistra che strizza l’occhio alle Lobby Lgtb.
E’ infatti indicativo che l’Unità nell’edizione di ieri uscisse con un articolo intitolato “Perché non si può rinunciare alla stepchild adoption”. Il giornalista Paolo Ballini dice due cose interessanti che bene fanno comprendere ciò che stiamo scrivendo.
La prima.
“Curioso che venga definita “soluzione pasticciata” la stepchild adoption (che altro non è che il riconoscimento di una figura affettiva primaria, e ci sono già alcune sentenze di tribunale in questo senso) Totalmente assurda e priva di fondamento l’ipotesi che mantenendola nella legge Cirinnà si favorirebbe la pratica dell’utero in affitto, pratica vietata dalla legge 40 sulla quale non interviene il ddl questione. Tanto più che questa pratica, dati alla mano, è sfruttata al 98% da coppie eterosessuali e a questo punto verrebbe da chiedersi perché non si propone la cancellazione della stepchild anche per le coppie sposate. E io ho la risposta a questa domanda. Perché senza stepchild adoption la legge sulle unioni civili nascerebbe illegittima, morta. Infatti un testo sulle unioni civili deve avere necessariamente come modello la legge tedesca del 2014, che riconosce la reversibilità della pensione, la parità di trattamento fiscale e l’adozione del figlio del partner. Un testo senza queste caratteristiche incapperebbe nella dichiarazione di illegittimità da parte dalla Corte europea di giustizia che per questi motivi dichiarò illegittima la legge tedesca sulle unioni civili del 2001.La Corte europea, come è noto, sarà il giudice anche della legge italiana e ci deve essere la consapevolezza che una disparità di regolamentazione fra l’unione civile (per le coppie dello stesso sesso) ed il matrimonio (per le coppie di sesso diverso) nascerebbe già come disposizione “morta” in quanto in radice illegittima. E chi siede in Senato, e ha partecipato alle audizioni in commissione Giustizia, non può far finta di non saperlo. In pratica stiamo assistendo all’estremo tentativo di chi, pur di bloccare l’approvazione di questa legge e far uscire l’Italia dal medioevo dei diritti civili, cerca di nascondersi dietro il paravento dei diritti dei bambini accampando scuse grottesche. Ed ecco perché occorre approvare il nuovo ddl Cirinnà così com’è”.
Lo sanno. Lo sanno bene che stanno compiendo una azione illegale e immorale. Ma vanno avanti diritti.
 
La seconda è la seguente. “È di queste ore la notizia che un gruppo non ben definito di senatori dem stia pensando di presentare degli emendamenti volti a cancellare la stepchild adoption (adozione da parte di un componente dell’unione civile del figlio, anche adottato, dell’altra parte) per sostituirla con l’affido
Questa proposta nasce da due assunti di partenza secondo me sbagliati: trovare soluzioni non pasticciate che garantiscano i diritti primari del minore e impedire la diffusione della pratica dell’utero in affitto: sostituire la stepchild adoption con il traballante affido temporaneo che poi fa tornare, al diciottesimo anno d’età, un figlio e il suo genitore due perfetti estranei davanti agli occhi dello stato”.
 
Informazione non completa. Ieri la Camera ha approvato il ddl sul 'diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare' che dopo essere già passata al Senato è dunque legge.
"Non sono stati sollevati problemi, quindi credo che il testo domani sarà approvato definitivamente", affermava l’altro giorno all'Adnkronos Vanna Iori, deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza. Con la nuova legge due le svolte decisive. Innanzitutto, ricorda Iori, quella di consentire alle famiglie di coniugi sposate da almeno tre anni, che hanno in affido temporaneo dei bambini, "di avere una 'corsia preferenziale' per accedere all'adozione. E questo significa per i bambini non avere troppe lacerazioni di legami, anche perché questi minori provengono da storie dolorose: di abbandono, di allontanamento dalla famiglia spesso in seguito ad abusi o maltrattamenti". Quindi, "è giusto che questi bambini non debbano recidere un legame che per loro aveva rappresentato la solidità e doverne ricostruirne uno nuovo in un altro contesto familiare”.
 
Altro punto fondamentale, dice Iori, è che "nel caso in cui i bambini vadano in affido in un'altra famiglia si consente loro di mantenere una continuità affettiva con le famiglie che li hanno precedentemente ospitati sotto forma di affidamento". Con questa legge, in fin dei conti, "si regolamenta semplicemente il passaggio dall'affidamento all'eventuale adozione e/o ritorno presso la famiglia d'origine valutando tutte le condizioni che hanno causato l'allontanamento".
Dopo essere stato licenziato in Senato a marzo, il testo in esame è andato avanti senza troppi intoppi.
"L'intento è portare a casa questo risultato", spiega Iori precisando che il nodo dei single e delle coppie di fatto sarà sciolto "quando saranno regolamentate le unioni civili". Ora è prematuro. Nel testo, infatti, "si parla di contesti familiari e non c'è alcun riferimento a single e coppie di fatto", sottolinea Iori.
 
Ecco scoperto l’inganno: “l'intento è portare a casa questo risultato", spiega Iori , precisando che il nodo dei single e delle coppie di fatto sarà sciolto "quando saranno regolamentate le unioni civili".
 
Lo scriviamo ai parlamentari del Pd, in particolare ai cattolici dem: non siamo disposti ad un ulteriore inganno. Non si pensi di usare le tattiche parlamentari per salvare la faccia.
Il riferimento alla stepchild adoption va tolta dalle unioni civili e, sullo stesso piano, un possibile ricorso all’affido come arma per reintrodurre dalla finestra l’adozione di uno o più bambini in una coppia gay. Punto. Semplicemente perché non sono figli di quella coppia. Perché ciascuno di loro ha una madre da qualche parte che mai conosceranno, una madre che per praticare l’utero in affitto ci lascia anche la propria vita.
 
DAVIDE VAIRANI

 
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«In ogni tempo si giudicò necessaria l’unione tra i buoni per giovarsi vicendevolmente nel fare il bene e tener lontano il male… Le forze deboli, quando sono unite, diventano forti e se una cordicella presa da sola facilmente si rompe, è assai difficile romperne tre unite. Le forze deboli, unite, diventano forti: Vis unita fortior, funiculus triplex difficile rumpitur» ( San Giovanni Bosco )

La qualità di una civiltà può essere misurata con il rispetto che ha per i suoi membri più deboli. Non non c'è nessun altro criterio (Jérôme Lejeune) 


Circolo Voglio la mamma - Bergamo
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Voglio la Mamma

L'associazione Voglio la mamma (VLM ) nasce dall'omonimo libro scritto nel 2014 da Mario Adinolfi attorno ai "temi essenziali" dell'esistenza umana: la nascita, l'amore, la morte. VLM si occupa di conseguenza di argomenti cruciali come l'aborto, l'eutanasia, l'utero in affitto, le varie forme di fecondazione in vitro, la natura del matrimonio, l'eugenetica lottando per la difesa del soggetto più debole. Contro "i falsi miti di progresso" che vogliono trasformare le persone in cose gli aderenti, che hanno come proprio organo di comunicazione il quotidiano La Croce, si battono affinché prevalga la cultura della vita.

L'associazione VLM è articolata in circoli territoriali che organizzano iniziative (presentazioni del libro e del giornale, mobilitazioni di opinione pubblica su temi specifici, coordinamento con associazioni affini) per ribadire sempre che le persone non sono cose, i figli non si pagano, gli uteri non si affittano, i malati non si ammazzano e ai più deboli (nascituri, bambini, donne in particolare se bisognose, anziani e sofferenti) deve essere riconosciuto il massimo della tutela.

http://www.lacrocequotidiano.it/voglio-la-mamma