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Care amiche e cari amici, 
parte oggi una nuova iniziativa dei Musici Cantori. Una nuovo canale di comunicazione per essere più vicini a chi segue la nostra attività: una mail che fungerà da aggiornamento circa i nostri concerti, esibizioni e non solo.
Se credete, ritenetevi liberi di segnalare/inoltrare la nostra newsletter a vostri conoscenti e amici, amanti del bel canto e di tutto ciò che ha a che fare con la musica.

Nella speranza che sia cosa a voi gradita, vi ricordiamo comunque la possibilità di non ricevere le nostre news semplicemente escludendovi dalla lista di distribuzione, con l'apposita funzione in fondo alla pagina.

A presto risentirci.
Paolo
MUSICI NEWS # 1

Concerto di beneficenza a favore della
MENSA DELLA PROVVIDENZA
Lunedì 21 marzo 2016 -  ore 20.30-  Badia di S.Lorenzo

 
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IL LIONS CLUB “TRIDENTUM”, “TRENTO HOST” & “LEO”
e
I MUSICI CANTORI

 
Lunedì 21 marzo 2016, alle ore 20.30, la badia di San Lorenzo  ospiterà un concerto di musica sacra, promosso dai Club Lions “Tridentum” e “Trento Host”, in collaborazione con il coro polifonico “I Musici Cantori” di Trento, diretto da Mattia Culmone.
Alla serata parteciperà anche il coro “Fanny Hensel” diretto da Nikos Betti.
L’evento nasce dall’intenzione di sostenere, attraverso la musica, il prezioso servizio svolto dai Padri cappuccini di via Cervara e dai loro volontari presso la Mensa della Provvidenza, che dal 1998 ogni giorno accoglie per un pasto serale oltre un centinaio di persone, tra extracomunitari, italiani e anche trentini che hanno perso il lavoro o che, comunque, si trovano in situazioni di forte disagio economico.
Sono le nuove povertà che stanno crescendo assieme ai bisogni per i quali, oltre al servizio mensa quotidiano, viene messa in atto la distribuzione quindicinale di  borse familiari per nuclei in difficoltà: provviste che includono scatolame, pane, olio, pasta, riso, caffè e che vengono offerte da enti, fondazioni, gruppi associativi, ma anche da privati cittadini.
Le richieste di aiuto sono sempre in aumento. Di qui l’idea, da parte di Lions Club e Musici Cantori, di promuovere una raccolta fondi tramite un concerto di beneficienza aperto a tutta la cittadinanza. Una serata, nell’intento dei promotori, che possa far conoscere l’importante e insostituibile ruolo della Mensa della Provvidenza e la cultura della solidarietà sulla quale essa si fonda. Far conoscere è fondamentale per  contribuire a sconfiggere tante paure diffuse, poco adatte a risolvere le problematiche dei nuovi poveri.
All’esibizione del coro “I Musici Cantori” che aprirà la serata, farà seguito la testimonianza del responsabile della Mensa della Provvidenza, padre Fabrizio Forti. Nella terza parte della serata si esibirà il coro “Fanny Hensel”, mentre in chiusura le due formazioni eseguiranno alcuni brani insieme.
Il repertorio del concerto comprende brani sacri che spaziano dal ‘500 al ‘900, con autori noti nel panorama europeo. 
SCOPRI IL MONDO DEI MUSICI CANTORI
L'associazione corale "I Musici Cantori”, con sede a Cognola sulla collina di Trento, svolge la propria attività concertistica da oltre trent’anni e riunisce ventidue coristi provenienti non solo dal capoluogo, ma anche dalla Vallagarina, dalla Rotaliana, dall’altopiano di Pinè e dal Primiero. Il maestro e compositore Mattia Culmone ne è alla guida dall'ottobre del 2013.

Nel corso degli anni, i Musici Cantori hanno partecipato ad importanti concorsi e festival,  nazionali ed internazionali, anche in collaborazione con varie orchestre, spaziando dal repertorio classico ad un'impronta più cameristica con esecuzioni principalmente a cappella, ma sperimentando anche il campo della lirica e facendosi promotori della diffusione e valorizzazione del repertorio popolare di tutto il mondo. Uno degli intenti principali della formazione corale è quello di avvicinare alla musica cercando di renderne piacevole l'ascolto, alternando brani noti e tradizionali ad altri meno conosciuti e più raffinati ma altrettanto accattivanti, puntando l'attenzione soprattutto sugli autori del Novecento. Oltre alla normale attività concertistica, i Musici Cantori svolgono annualmente serate di beneficienza a sostegno di associazioni di volontariato sociale, contribuendo a renderne noto l’impegno e la presenza sul territorio. Negli ultimi anni hanno cantato per la LIFC (Lega Italiana Fibrosi Cistica-Trentino onlus), per ARCA (Associazione Ricerca Comportamento Alimentare), per “Estuario” (associazione per il sostegno e il mutuo aiuto nel disagio psichico) e per i gruppi caritativi Caritas e “AltoGarda solidale” (raccolta viveri). Appuntamenti fissi del coro sono il concerto d’autunno a favore della LIFC e, a Cognola,  il concerto per il solstizio d’estate nel parco di Villa “Mirabel” de Nardis e il tradizionale concerto di Natale presso  “Casa Serena”  (centro residenziale per persone con gravi disabilità psico-fisiche).

Il profumo dell’accoglienza                                               di Daniela Carloni

Sabato pomeriggio, cortile d’ingresso del convento dei Cappuccini.
Un buon odore di cipolla si espande nell’aria, mentre Padre Fabrizio, il grembiule allacciato in vita, si affaccia ad una porta e consegna le borse familiari ad alcune persone che attendono in piedi.
Mi dice che sarà impegnato ancora un po’ e chiede di aspettarlo dentro. Mi fa strada attraverso la cucina, non molto grande però funzionale. Mancano più di due ore alla cena, ma alcuni volontari sono già all’opera davanti ai fornelli, intenti a mescolare il soffritto adagiato in  pentoloni enormi e fumanti.
In un attimo ci troviamo nella sala adibita a mensa. Le sedie sono ancora sopra le tavole, ad indicare un’attenta pulizia quotidiana, non solo del  pavimento ma di tutto l’ambiente.
Padre Fabrizio ne tira giù due e mi fa accomodare chiedendo di avere pazienza per permettergli di ultimare la distribuzione delle borse.
Nell’attesa mi guardo intorno. La sala è molto semplice ma accogliente e l’arredamento non può che essere essenziale: tavoli, sedie e alcuni ripiani. Da un crocifisso in legno appeso al muro di pietra, Gesù volge lo sguardo in basso. Penso a come, tra qualche ora, la sala si riempirà della presenza e delle voci di oltre un centinaio di persone che siederanno attorno ai tavoli e mi domando se, in fondo, non siano anche loro quella “periferia” che papa Francesco invita a cercare e a raggiungere senza paura, per trovare Cristo. Ecco perché immagino che quel Gesù appeso alla parete di pietra non si senta proprio solo, qui, la sera. Perché il suo sguardo può posarsi su tante anime di passaggio. Sono gli ultimi di una periferia senza spazio e senza tempo, uomini soli, senza patria, senza casa, senza lavoro, senza fede, senza speranze, ciascuno con il proprio fardello di stanchezza, spogliato degli affetti, privato dei propri sogni. Uomini diversi per provenienza, per cultura, religione, per la natura della loro povertà e della loro sofferenza, ma uniti dalla fame. Perché la fame rende uguali e di fronte ad essa, ogni uomo impara a tendere la mano. Gesù non può sentirsi solo in questa mensa,  dove chi entra non ha che da esibire la propria patente di inchiodato, di crocifisso ad una croce difficile da portare anche per noi, seppur animati da tante buone intenzioni. Perché farsi cirenei di queste vite grame, talvolta equivale a violentare i nostri comodi schemi di vita, quegli stessi schemi che spesso rendono l’uomo insoddisfatto, incapace di accontentarsi, di gustare le cose semplici, di essere felice.
L’odore buono della cipolla avvolge ormai tutta la sala ed ogni cosa. Ma non può che essere così.  E’ il profumo dell’accoglienza, quello che attira gli affamati e li riunisce in questa mensa dove, seduto ad un tavolo o in piedi a servire, ciascuno impara a conoscere e ad apprezzare il sapore buono della condivisione. E, nella desolazione di tante tenebre esistenziali, ciascuno, seduto o in piedi, mettendo da parte le proprie ritrosie,  può diventare frammento di luce.
Il grembiule col quale Padre Fabrizio accoglie chi passa da qui non è solo l’emblema di un servizio inteso, in senso strettamente evangelico, come essenza qualificante della fede, ma è molto di più. Perché la carità è e deve essere di tutti e per tutti, al di là di qualunque credo. Chi presta servizio alla mensa è chiamato a vivere la carità, l’ospitalità e l’accoglienza verso i poveri. E fare tutto questo, secondo la visione francescana per la quale è dando che si riceve, è sicuramente un’esperienza arricchente dal punto di vista personale. Perché è vero, come diceva Raoul Follereau, che nessuno è così povero da non aver qualcosa da offrire agli altri, né così  ricco da non aver bisogno degli altri. E’ che spesso ci è difficile capire in che cosa e di che cosa abbiamo bisogno. Non solo, ma risulta più facile servire che farsi servire, mentre dovremmo imparare anche noi a tendere la mano, nel gesto umile e semplice di chi l’apre per chiedere. Gesto al quale, però, siamo poco avvezzi.
C’è molto da fare, qui alla mensa e di tempo da dedicare alle “chiacchiere” Padre Fabrizio di certo non ne ha molto. Pochi minuti di conversazione bastano tuttavia a confermare la voglia di contribuire, in maniera senz’altro più modesta ma sincera, al sostegno di un servizio prezioso ed insostituibile.
Uscendo, ripasso dalla cucina e l’odore buono della cipolla mi accompagna fino alla macchina. Immagino la coda umana che si formerà tra poco e che pure ne sarà avvolta. Ma tra qualche ora, l’odore di cipolla sarà per ciascuno il profumo dell’accoglienza, quello che ogni giorno chiama poveri e volontari ad incontrarsi in questa mensa, a servire e a farsi servire, in uno spirito di condivisione di cibo e carità.
Sulla via di casa penso a come la musica, in fondo, abbia pure un suo profumo. O, meglio, come essa stessa sia profumo. Un profumo che si propaga, percorrendo le più distanti e imperscrutabili latitudini umane, raggiungendo il cuore e l’animo delle persone e creando occasioni di incontro: incontro di affinità artistiche, incontro di emozioni, di sogni e progetti condivisi, di speranze e di attese, ma anche incontro di delusioni, amarezze, solitudini.
La musica accorcia le distanze e non solo quelle geografiche. E’ un ponte che avvicina. Così, un concerto, può diventare occasione per far conoscere l’importante e insostituibile ruolo della Mensa della Provvidenza e la cultura della solidarietà sulla quale essa si fonda. Far conoscere è fondamentale per  contribuire a sconfiggere le diffidenze e a tagliare il filo spinato di tante paure diffuse, poco adatte a risolvere le problematiche legate a queste povertà. Paure che allontanano e rendono difficili non solo l’integrazione, ma perfino le relazioni più semplici.
Cantare diverte e fa bene.  In un attimo trasforma l'umore e perfino l'espressione del viso. Cantare in compagnia, poi, è ancor più coinvolgente e travolgente: è  in parte dimenticare e in parte condividere ciò che si prova, rincorrendo note assieme alle persone che si hanno vicino. E’ il linguaggio col quale si entra in sintonia con esse, lasciando da parte ogni parola. E poi, la musica, ha il potere di dar vita a strepitosi cocktail emozionali, per cui è ancora più bello pensare di trasformare un concerto in un’esperienza condivisa, coinvolgendo il pubblico e mettendolo in grado di partecipare andando oltre l’ascolto e lo sguardo, gustando soprattutto col cuore. Ecco perché la musica è come un profumo che attira e viene gustato insieme.
E’ questo lo spirito che anima il nostro canto e che, nel caso del concerto a sostegno della Mensa,  ci avvicina a chiunque svolga un servizio al prossimo. Perché nel breve spazio di un concerto è possibile rivolgere un pensiero anche a coloro che, donando tempo ed energie, fanno della propria vita una musica. Come Padre Fabrizio e i volontari della Mensa e chiunque, in qualsiasi tempo e in qualunque contesto, metta a disposizione se stesso e i propri talenti. Uomini e donne, impegnati fianco a fianco in un servizio comune, tanto umile quanto prezioso. Mi piace pensarli come una  piccola orchestra in cui ciascuno, suonando il proprio strumento, può dar vita ad un’opera meravigliosa ma, suonando insieme agli altri,  può contribuire a fare di quest’opera una splendida sinfonia.
 
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